Telefono (+39) 0426.322172

Fax (+39) 0426.365238

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Agosto 2015

Sai che?

..CHI TI INSTALLA IL CLIMATIZZATORE DEVE ESSERE INSERITO ALL’INTERNO DEL SITO www.fgas.it …ECCO COME FARE

→ Accedi al sito ←
→ Vai su “REGISTRO – CONSULTAZIONE” nel menù di sinistra ←
→ clicca su “ SEZIONE C – Sezione delle Persone e Imprese certificate ” ←
→ ricerca con Nome/Ragione Sociale o per Provincia ←
→ premi il pulsante “VISUALIZZA“ ←


VI APPARIRANNO TUTTE LE PERSONE QUALIFICATE PER SVOLGERE AL MEGLIO E IN MODO PROFESSIONALE L’INSTALLAZIONE e/o la MANUTENZIONE.

Gli FGas sono nientemeno che i gas fluorurati ovvero quelli a cui si fa riferimento quando si parla di effetto serra, questi sono contenuti in macchinari come:

  • IMPIANTI DI REFRIGERAZIONE
  • IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO ARIA
  • POMPE DI CALORE
  • IMPIANTI DI PROTEZIONE ANTINCENDIO

Per poter trattare tali gas è necessaria una certificazione, quindi proprio per questo l’installatore/manutentore dovrà essere munito di regolare patentino.
I proprietari di impianti che contengono 3 kg o più di gas fluorurati ad effetto serra (che, con il nuovo REGOLAMENTO (UE) N. 517/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014, saranno considerati i valori espressi in Tonnellate di Co2 equivalente), in base all’art. 16 comma 1 del DPR n. 43/12, hanno l’obbligo di trasmissione delle dichiarazioni Fgas all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale; in mancanza di tale dichiarazione telematica si potrebbe incorrere in pesanti sanzioni amministrativo-pecuniarie comprese tra i 1.000 e i 10.000 €.

Affidati a professionisti qualificati e preparati




23/12/2014

Nasce CIRCE - Catasto Impianti e Rapporti di Controllo di Efficienza energetica.

La Giunta Regionale con D.G.R.V. 23 dicembre 2014, di prossima pubblicazione nel B.U.R.V., ha istituito il Catasto unico regionale degli impianti termici denominato “CIRCE – Catasto Impianti e Rapporti di Controllo di Efficienza energetica”.

Dal 02 gennaio 2015 il sistema telematico CIRCE deve essere essere utilizzato per la registrazione e l'aggiornamento dei Libretti di impianto e dei Rapporti di controllo di efficienza energetica.


IL NUOVO REGOLAMENTO - D.P.R. 74/2013

Definisce i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione ed ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici, sia pubblici che privati e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari, nonché i requisiti professionali ed i criteri per l’accreditamento degli esperti e degli organismi abilitati all’ispezione degli impianti di climatizzazione.


REQUISITI DEI SOGGETTI RESPONSABILI

L’art.6 del D.P.R. 74/2013 stabilisce criteri generali, requisiti e soggetti responsabili per l’esercizio, la conduzione, il controllo e la manutenzione degli impianti termici per il riscaldamento invernale e la climatizzazione estiva.


CONTROLLO E MANUTENZIONE DELL’IMPIANTO

Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto di climatizzazione invernale ed estiva devono essere eseguite da ditte abilitate ai sensi del D.M. 22 gennaio 2008, n.37 con i criteri di periodicità indicati all’art. 7 del regolamento, di seguito elencati in ordine alla loro disponibilità:

1) Secondo le istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione rese disponibili dall’impresa installatrice.

2) Secondo le prescrizioni indicate dai fabbricanti degli specifici componenti dell’impianto.

3) Secondo le prescrizioni contenute nelle normative UNI e CEI per gli specifici componenti dell’impianto.

Gli installatori ed i manutentori devono indicare all’utente in forma scritta quali siano le operazioni di controllo e manutenzione e le loro periodicità per garantire la sicurezza delle persone e delle cose facendo riferimento alla documentazione tecnica dei componenti dell’impianto.

Ogni impianto deve essere dotato di libretto compilato in tutte le sue parti e aggiornato dal manutentore.


CONTROLLO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA

In occasione degli interventi di controllo e manutenzione, sugli impianti termici di riscaldamento invernale di potenza termica utile nominale maggiore o uguale a 10 kW e sugli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale maggiore o uguale a 12 kW, va effettuato un controllo di efficienza energetica ed il relativo “rapporto di controllo di efficienza energetica” deve essere trasmesso al catasto regionale degli impianti termici, a partire dalla sua attivazione, con periodicità di 1, 2, 4 anni individuate nell’Allegato A del D.P.R. 74/2013, in funzione del tipo d’impianto, della potenza utile nominale e del combustibile.


ISPEZIONI SUGLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE INVERNALE ED ESTIVA

Le ispezioni, nella Regione del Veneto, sono delegate alle Province o ai Comuni, a seconda che il numero degli abitanti del comune sia rispettivamente inferiore o superiore a 30.000 abitanti, sono effettuate al fine di verificare il rispetto della norma per il contenimento dei consumi energetici e riguardano esclusivamente impianti termici di climatizzazione invernale con potenza maggiore o uguale a 10 kW e di climatizzazione estiva maggiore o uguale a 12 kW.

Il Regolamento inoltre precisa che, per gli impianti di climatizzazione invernale tra i 10 kW ed i 100 kW alimentati a GAS, Metano o GPL e per gli impianti di climatizzazione estiva tra 12 e 100 kW, “l’accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica inviato dal manutentore o dal terzo responsabile è ritenuto sostitutivo dell’ispezione”.


Fonte: www.regione.veneto.it




Giugno 2015

Finanziaria 2013-2016: 65% detrazione fiscali per il risparmio energetico prorogato fino a tutto il 2014

Investire sugli edifici non è mai stato così conveniente. Se sei un privato, un' impresa, un esercente, un professionista, puoi beneficiare delle agevolazioni fiscali della finanziaria 2013 per il risparmio energetico degli edifici. Potrai così sostituire la vecchia caldaia o l'impianto di riscaldamento risparmiando fino al 65%.
La legge 147/2013 entrata in vigore il 1 gennaio 2014 proroga il 65% fino al 31 dicembre 2014 per interventi su singole unita' immobiliari o singoli edificio e al 30 giugno 2015 per interventi relativi alle parti comuni del condominio.
Tale aliquota per il 2015 sara' ridotta al 50%.

La finanziaria 2013-2016 ti riconosce agevolazioni per:

  • interventi di riqualificazione energetica/caldaie a biomassa
  • interventi sugli involucri degli edifici con isolamento delle murature o sostituzione delle finestre
  • installazione di pannelli solari
  • sostituzione della caldaia con caldaia a condensazione
  • sostituzione della caldaia con pompa di calore
  • sostituzione della caldaia con sistemi ibridi IN-Hybrid




Novembre 2014

Nuove regole per la manutenzione degli impianti termici e di climatizzazione.




18-21 ottobre 2014 (9:30 - 20:00)

Vieni a trovarci alla fiera "ROVIGO ESPONE 2014", presso il Cen.Ser di Rovigo. PAD.E 109/110/111




Ottobre 2014

Cambiano le modalità di invio degli allegati delle prove di rendimento.




Giugno 2014

Obbligatori i nuovi libretti termici per gli impianti della casa.




Ottenimento certificazione RINA per FGAS per impresa e personale qualificato.

14/12/2013

Ottenimento certificazione RINA per FGAS per impresa e personale qualificato.

OFFRIAMO SERVIZI DI CONSULENZA PER ADEMPIMENTI ALLE NORMATIVE FGAS
per impianti superiori ai 3 kg di gas fluorurati ad effetto serra.




Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate in merito alle detrazioni del 50%-65%

  • pagamenti effettuati da società finanziaria;
  • errori nei riferimenti normativi dei modelli di bonifico;
  • ristrutturazione edilizia;
  • riqualificazione energetica.

L’Agenzia delle Entrate ha emanato lo scorso 21 maggio la circolare 11/E/2014, nella quale fornisce importanti chiarimenti in materia di IRPEF dedicando ampio spazio alle questioni legate alla detrazione del 50% per ristrutturazioni edilizia, acquisto di mobili ed elettrodomestici e detrazione del 65% per interventi di risparmio energetico.
Di particolare interesse sono, fra gli altri, i chiarimenti in merito ai pagamenti effettuati tramite società finanziarie e agli errori derivanti dall’errato utilizzo del modello specifico di bonifico.

Vediamo quindi di seguito i principali argomenti affrontati e le interpretazioni fornite.

Spese per lavori di recupero del patrimonio edilizio (detrazione 50%) e riqualificazione energetica (detrazione 65%) in caso di pagamento effettuato da società finanziaria che finanzia la spesa del contribuente

Le norme che regolamentano le due detrazioni indicano tra gli adempimenti obbligatori, quello di effettuare il pagamento delle spese detraibili mediante lo specifico modello di bonifico dal quale risulti: la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato; le norme altresì dispongono che la detrazione non è riconosciuta in caso di effettuazione di pagamenti secondo modalità diverse.
L’Agenzia conferma che, nei casi in cui il pagamento delle spese sia materialmente effettuato dalla società finanziaria che ha concesso un finanziamento al contribuente, quest’ultimo possa fruire della detrazione a condizione che la società finanziaria paghi il corrispettivo al soggetto fornitore con un bonifico bancario o postale recante tutti i dati previsti dalle disposizioni di riferimento (causale del versamento con indicazione degli estremi della norma agevolativa, codice fiscale del soggetto per conto del quale è eseguito il pagamento, numero di partita IVA del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato) in modo da consentire alle banche o a Poste Italiane SPA di operare la ritenuta del 4% e il contribuente abbia copia della ricevuta del bonifico.
Rimane ferma la necessaria sussistenza degli altri presupposti per la fruizione delle detrazioni richiesti dalle disposizioni in esame.

Errori nella causale del bonifico effettuato, riportante erroneamente i riferimenti normativi dell’agevolazione per la riqualificazione energetica in luogo di quelli per ristrutturazioni edilizie e viceversa.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito un importante chiarimento precisando che:
  • nei casi in cui siano stati sbagliati i modelli di bonifico con indicazione dei riferimenti normativi della detrazione per la riqualificazione energetica in luogo di quella per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio
  • qualora lo sbaglio sia dovuto a un mero errore materiale e non abbia pregiudicato l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%
  • la detrazione possa comunque essere riconosciuta, nel rispetto degli altri presupposti previsti dalla norma.
Le medesime conclusioni possono applicarsi anche nel caso opposto in cui nella causale del bonifico siano stati indicati i riferimenti normativi degli interventi di recupero del patrimonio edilizio in luogo di quelli della detrazione per la riqualificazione energetica, fermo restando il rispetto degli altri presupposti per la fruizione della detrazione.

Familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile e documentazione

L’Agenzia richiama la circolare n. 20/E del 2011, ricordando che la detrazione spetta al soggetto che ha effettivamente sostenuto l’onere anche nel caso in cui la fattura e il bonifico siano intestati ad un solo comproprietario, mentre la spesa di ristrutturazione è sostenuta da entrambi, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa sostenuta dal familiare convivente.
Precisa poi che l’annotazione sui documenti della percentuale di spesa sostenuta deve essere effettuata fin dal primo anno di fruizione del beneficio e che è esclusa la possibilità di modificare, nei periodi d’imposta successivi, la ripartizione della spesa sostenuta.

Lavori di ristrutturazione su parti comuni condominiali con immobile di proprietà del coniuge che non può beneficiare della detrazione

Il chiarimento riguarda il caso di un contribuente, privo di reddito, proprietario al 100% di un’abitazione ubicata in un condominio ove sono stati effettuati interventi sulle parti comuni; le rate condominiali sono state pagate dal coniuge convivente con l’emissione di assegni su un conto corrente cointestato ai due coniugi.
L’Agenzia ha chiarito che nel caso in cui la certificazione dell’Amministratore del condominio indichi i dati relativi ad un solo condomino, mentre le spese per quel determinato alloggio sono state sostenute da altri soggetti, il contribuente può fruirne della detrazione indicando sulla predetta certificazione comprovante il pagamento sulla base della quota millesimale, i propri dati anagrafici e l’attestazione dell’effettivo sostenimento delle spese.
Nel caso in esame il contribuente, coniuge convivente del proprietario dell’immobile, può portare in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi le spese sostenute relative ai lavori condominiali pagate con assegno bancario tratto sul conto corrente cointestato ai due coniugi.

Ripartizione delle spese in assenza di condominio

Il condominio avendo assunto la qualifica di sostituto d’imposta, tenuto ad effettuare la ritenuta di acconto (legge 449/19979 deve avere un codice fiscale, indipendentemente dall’obbligo di nominare un amministratore. Anche in presenza di un “condominio minimo”, composto fino a otto condomini, risultano applicabili le norme civilistiche sul condominio secondo le quali la nascita si determina automaticamente nel momento in cui più soggetti costruiscano su un suolo comune, ovvero quando l’unico proprietario di un edificio ne ceda porzioni a terzi.
Ne discende che, al fine di beneficiare della detrazione per i lavori sulle parti comuni, i condomini che non abbiano nominato un amministratore dovranno obbligatoriamente richiedere il codice fiscale ed eseguire tutti gli adempimenti previsti a nome del condominio stesso.
Per quanto concerne i pagamenti è necessario effettuare i bonifici indicando, oltre al codice fiscale del condominio, anche quello del condomino che effettua il pagamento, che potrà essere tratto indifferentemente sul conto corrente bancario ovvero postale di uno dei condòmini, a tal fine delegato dagli altri, o su conto appositamente istituito, demandando all’accordo degli interessati la definizione delle modalità interne di regolazione del pagamento, fermo restando il principio che la detrazione può spettare soltanto in ragione delle spese effettivamente sostenute da ciascuno in ragione dei millesimi di proprietà o ai diversi criteri applicabili ai sensi del codice civile.
I documenti giustificativi delle spese relative alle parti comuni dovranno essere intestati al condominio.

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

Interventi eseguiti da ditte individuali o società su immobili strumentali presso i quali è svolta l’attività

Il quesito riguarda la detraibilità delle spese sostenute da imprese che svolgono attività di installazione di caldaie o infissi con i requisiti per il risparmio energetico (detrazione 65%), per l’installazione di detti impianti negli immobili strumentali presso i quali viene svolta l'attività.
La circolare ricorda che fra i soggetti che possono avvalersi della detrazione sono compresi i titolari di reddito d’impresa che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi su edifici appartenenti a qualsiasi categoria catastale, compresi gli immobili strumentali presso i quali è svolta l'attività.
La detrazione compete anche per gli interventi realizzati in economia con riferimento ai costi imputabili all’intervento in base alla corretta applicazione dei principi contabili, quindi ad esempio i materiali acquistati o prelevati dal magazzino quando l’acquisto non è stato effettuato in modo specifico per la realizzazione dell’intervento, la mano d’opera diretta, i costi industriali imputabili all’intervento.

ACQUISTO MOBILI ED ELETTRODOMESTICI

Gli interventi di manutenzione straordinaria, anche relativi agli impianti, consentono la fruizione del bonus

La detrazione spetta per le spese di acquisto mobili ed elettrodomestici di classe A+ sostenute in conseguenza di interventi di recupero del patrimonio edilizio compresi gli interventi di “manutenzione straordinaria” sugli impianti.

In particolare secondo l’art. 3, comma 1, lett. b), del DPR n. 380 del 2001 (Testo unico dell’edilizia), per “interventi di manutenzione straordinaria” si intendono “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;”.
La circolare 57/E del 1998 ha ricordato che “La manutenzione straordinaria si riferisce ad interventi, anche di carattere innovativo, di natura edilizia ed impiantistica ... La categoria di intervento corrisponde quindi al criterio della innovazione nel rispetto dell’immobile esistente”.
Per gli interventi che utilizzano fonti rinnovabili di energia, l’art. 123, comma 1, del citato DPR n. 380 del 2001 stabilisce che “Gli interventi di utilizzo delle fonti di energia di cui all’articolo 1 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, in edifici ed impianti industriali non sono soggetti ad autorizzazione specifica e sono assimilati a tutti gli effetti alla manutenzione straordinaria …”. Più in generale gli interventi sugli impianti tecnologici diretti a sostituirne componenti essenziali con altri che consentono di ottenere risparmi energetici rispetto alla situazione preesistente, rispondono al criterio dell’innovazione e sono tendenzialmente riconducibili alla manutenzione straordinaria.
Tuttavia se sugli interventi finalizzati al risparmio energetico, si vuole beneficiare della detrazione del 65%, non è possibile accedere alla detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in quanto i soggetti possono avvalersi del beneficio fiscale solo se fruiscono della detrazione del 50% per interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Bonus mobili e pagamento mediante bonifico

In relazione agli adempimenti da seguire per beneficiare della detrazione per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici i contribuenti possono effettuare i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con le medesime modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati. In altri termini, il pagamento deve avvenire mediante l’apposita procedura di bonifico bancario e postale che prevede la ritenuta del 4%.
Rimane ferma la possibilità, prevista dalla circolare n. 29/E del 2013, di effettuare il pagamento mediante carte di credito e di debito.

Data di acquisto mobili e grandi elettrodomestici

Con riferimento al lasso temporale dalla fine dei lavori entro il quale devono essere acquistati i mobili, affinché ci sia consequenzialità tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e l’acquisto agevolato dei mobili l’Agenzia afferma che la legge di stabilità 2014 ha esteso al 31 dicembre 2014 l’arco temporale entro cui è possibile sostenere le spese per l’acquisto dei mobili, senza introdurre alcun vincolo temporale nella consequenzialità tra l’esecuzione dei lavori e l’acquisto.

Importo complessivo ammissibile alla detrazione

La circolare ricorda che la legge di stabilità 2014 ha stabilito che la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici “spetta nella misura del 50% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.”.
Ne consegue che l’ammontare complessivo di 10.000 euro deve essere calcolato considerando le spese sostenute nel corso dell’intero arco temporale (dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014) anche nel caso di successivi e distinti interventi edilizi che abbiano interessato un’unità immobiliare.


RISCALDARSI NEI MESI INVERNALI

È tempo di pensare a come riscaldarsi nei mesi invernali cercando di essere il più possibili sostenibili e di risparmiare energia.

Per aiutarci nell’opera, ecco gli utilissimi consigli.

Una volta installata, la caldaia deve essere oggetto di manutenzione periodica. Questa deve essere eseguita almeno una volta all’anno, seguendo le indicazioni riportate nel libretto di istruzioni, per garantire nel tempo la sicurezza e l'efficienza dell'impianto: una caldaia non regolata bene, infatti, produce meno calore e consuma più combustibile.

Ogni due anni, invece, va eseguita la verifica del rendimento di combustione: si tratta di un’operazione che permette di stabilire la sostenibilità ambientale dell’impianto, misurando i valori di fumi emessi in atmosfera e indicando l’efficienza con cui la caldaia brucia il combustibile. La prova di combustione, nel caso di apparecchi a gas a camera aperta, serve anche per verificare l’efficienza del sistema di scarico fumi e per evitare il loro ritorno nel locale di installazione, che potrebbe essere fonte di pericolosi incidenti. Proprio per la loro importanza e delicatezza, tutte le operazioni di manutenzione e di verifica della caldaia vanno affidate a un’impresa abilitata.

Oltre che obbligatoria per legge, la manutenzione delle caldaie a gas è uno strumento utile per prevenire danni al vostro impianto di riscaldamento e garantirne l’efficienza e la durata nel tempo.

Grazie ai controlli periodici e regolari, infatti, è possibile individuare precocemente eventuali danni causati dal tempo e dall’usura e intervenire tempestivamente per ripararli risparmiando tempo e denaro ed evitando notevoli fastidi e disagi in casa. E’ sufficiente un controllo annuale e pochi euro di spesa per essere rassicurati del perfetto stato dell’impianto domestiche e affrontare l’inverno in massima tranquillità.

Per effettuare i controlli periodici di manutenzione delle vostre caldaie a gas previsti dalla legge, è sempre consigliabile rivolgersi ad aziende certificate, in grado di effettuare tutti i necessari controlli e autorizzate al rilascio della documentazione necessaria e al disbrigo delle pratiche.

I Contratti di manutenzione ti assicurano controlli periodici a costi minori

Ma cerchiamo di capire bene di cosa stiamo parlando: vedi dettagli




CONDIZIONATORE

Siamo ancora tormentati dal freddo siberiano invernale ma dobbiamo cominciare a pensare a come sopravvivere alla calura estiva perché è proprio in questa stagione che si trovano le offerte più convenienti per l’installazione del climatizzatore.

D’estate, il caldo opprime le nostre giornate e non ci lascia dormire e riposare in pace. L’unica soluzione ragionevole è un buon climatizzatore, se non si vuole passare più tempo sotto la doccia che fuori.

Ma attenzione! L’uso del condizionatore in maniera non corretta può essere nocivo per la salute. Un getto posizionato nel posto sbagliato o una temperatura troppo bassa o possono provocare dolorosi torcicolli, influenza, artriti e malessere generale dovuto agli elevati sbalzi di temperatura. L'importante è utilizzare il climatizzatore nel migliore dei modi, pertanto, un uso attento può aiutare molte persone, soprattutto bambini ed anziani, a vivere meglio in un periodo ‘‘faticoso’’ per loro come l’estate; infatti con la funzione di Deumidificazione permette di diminuire l’umidità presente nell’aria e, se i filtri sono puliti regolarmente, consente di respirare un’aria più pulita senza batteri e particelle inquinanti.

La temperatura ideale consigliata per il condizionatore non deve mai superare i 6 gradi di differenza rispetto a quella esterna.

In pratica, in estate è consigliata una temperatura che oscilla tra i 24 ed i 27 gradi. Se poi si aziona il deumidificatore, è possibile aumentare ulteriormente la temperatura perché quando l’umidità è bassa la sensazione di calore diminuisce (in estate è consigliabile il 40/45 per cento di umidità).

Naturalmente, per avere un’ottima situazione di condizionamento è necessario che gli split siano in numero e potenza adeguata alle dimensioni della casa, alla sua esposizione solare, al numero delle finestre presenti e ad altri fattori che solo un buon installatore è in grado di valutare. Di notte è buona norma ridurre al minimo la potenza dell’apparecchio di condizionamento visto che la temperatura corporea si abbassa durante il sonno. Non ci si deve mai dimenticare di non esagerare con il condizionamento anche per un fatto energetico e di emissioni di gas serra nocivi per il nostro pianeta.

Consigli per un modo intelligente di usare il condizionatore, per la salute nostra e dell’ambiente.

1. Il condizionatore va usato solo nei casi di effettiva necessità e solo nelle ore più calde della giornata. Un condizionatore in media consuma in un’ora tanta energia quanto un frigo da 300 litri;
2. Il condizionatore deve essere installato in modo che l’aria circoli liberamente davanti alle prese di entrata e d’uscita;
3. L’apparecchio va collocato in una posizione non soleggiata. Un condizionatore esposto alla luce diretta del sole consuma il 5% in più di energia di quello collocato in una posizione d’ombra;
4. Le porte esterne e le finestre devono essere ben chiuse, per evitare che il fresco si disperda e far si che rimanga all’interno dell’abitazione;
5. I doppi vetri rendono più efficace il climatizzatore e fanno, quindi, risparmiare in consumo energetico;
6. L’acqua di condensa deve essere smaltita correttamente;
7. Mantenere una modesta differenza di temperatura tra interno ed esterno. Non è solo la diminuzione della temperature a contribuire alla sensazione di refrigerio ma anche la diminuzione dell’umidità;
8. La funzione Deumidificazione, sottraendo l’umidità, permette di ottenere una situazione di benessere senza raffreddare in modo esagerato la casa. I valori di umidità ideali variano dal 40% al 60%;
9. I filtri devono essere controllati costantemente. I filtri sporchi, oltre a produrre un maggior dispendio di energia, trattengono polvere, acari, pollini, sostanze inquinanti molto pericolose per la salute evitando quindi malattie molto pericolose come la Legionella;
10. Molto importante è isolare l’ambiente climatizzato rispetto agli altri locali non climatizzati;
11. Evitare di usare elettrodomestici che producono calore, quali forno e lavastoviglie, durante le ore più calde.

Fonti: www.casahelp.com




LEGIONELLA    

La legionella è un batterio gram-negativo aerobio di cui sono state identificate più di 50 specie, suddivise in 71 sierogruppi. Quella più pericolosa, a cui sono stati collegati circa il 90% dei casi di legionellosi, è la L. pneumophila. La legionella deve il nome all'epidemia acuta che nell'estate del 1976 colpì un gruppo di veterani della American Legion riuniti in un albergo di Filadelfia, causando ben 34 morti su 221 contagiati (oltre 4000 erano i veterani presenti): solo in seguito si scoprì che la malattia era stata causata da un "nuovo" batterio, denominato Legionella, che fu isolato nell'impianto di condizionamento dell'hotel dove i veterani avevano soggiornato.

Habitat
Le legionelle sono presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali: si riscontrano nelle sorgenti, comprese quelle termali, nei fiumi, laghi, vapori, terreni. Da questi ambienti esse risalgono a quelli artificiali come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine (sono state rilevate anche in fanghi di fiume o torrente, o argilla per manufatti in terracotta). Le condizioni più favorevoli alla proliferazione sono:
• condizioni di stagnazione;
• presenza di incrostazioni e sedimenti;
• biofilm;
• presenza di amebe.

Trasmissione
L’uomo contrae l’infezione attraverso aerosol, cioè quando inala acqua in piccole goccioline (1-5 micron) contaminata da una sufficiente quantità di batteri; quando questa entra a contatto con i polmoni di soggetti a rischio, insorge la legionellosi, spesso in passato scambiata per una polmonite.
In Italia sono stati registrati mediamente qualche centinaio di casi di legionellosi ogni anno ma si ritiene che tale numero sia in realtà sottostimato, anche perché a volte la malattia non viene diagnosticata.
La malattia è letale nel 5-15% dei casi.

Impianti critici
Le installazioni che producono acqua nebulizzata, come gli impianti di condizionamento, le reti di ricircolo acqua calda negli impianti idrico-sanitari, costituiscono dei siti favorevoli per la diffusione del batterio.
Considerato che il range di proliferazione del batterio va dai 15 °C a 50 °C (fino a 22 °C il batterio esiste ma inattivo), esistono delle zone critiche negli impianti idrosanitari: all'interno delle tubazioni, specialmente se obsolete e con depositi all'interno, o anche in tratti chiusi, nei serbatoi di accumulo, nei bollitori, nei soffioni della doccia e nei terminali di distribuzione; anche i sistemi idrici di emergenza, come le docce di decontaminazione, le stazioni di lavaggio per gli occhi e i sistemi sprinkler antincendio possono essere luogo di proliferazione. La legionella è stata rilevata anche in vasche e piscine per idromassaggio.
Questi impianti usano acqua calda (in genere tra 32 e 40 °C) e iniettano getti di acqua o aria a gran velocità: i batteri possono essere rilasciati nell’aria dalle bolle che risalgono o tramite un fine aerosol. Alcuni casi di legionellosi sono stati associati alla presenza di fontane decorative in cui acqua viene spruzzata in aria o fatta ricadere su una base. Da considerare anche gli impianti di condizionamento dell’aria, come gli umidificatori/raffrescatori a pacco bagnato, i nebulizzatori, i sistemi a spruzzamento. Una ulteriore fonte di rischio sono gli accumulatori, normalmente presenti negli impianti solari per la produzione di ACS (acqua calda sanitaria), la cui temperatura normale di esercizio si aggira attorno ai 50 °C. La nebulizzazione avviene nei miscelatori di erogazione presenti all'interno della casa, ad esempio quelli della doccia o del bagno. In alternativa è possibile utilizzare una Fresh Water Unit che non consente un contatto diretto tra acqua accumulata e quella utilizzata.

Misure di prevenzione e controllo
Le strategie per combattere la proliferazione della legionella nascono innanzitutto dalla prevenzione da effettuarsi in sede di progetto e da una gestione/manutenzione accurata.
Per quanto riguarda gli impianti idrici, si raccomanda di:
• evitare tubazioni con terminali ciechi o senza circolazione;
• evitare formazione di ristagni;
• evitare lunghezze eccessive di tubazioni;
• evitare contatti tra acqua e aria o accumuli in serbatoi non sigillati;
• prevedere una periodica e facile pulizia;
• scegliere con cura i materiali (è stato rilevato che le tubazioni di rame inibiscono la proliferazione della legionella);
• evitare la scelta impiantistica di torri evaporative in favore di soluzioni alternative, quali i sistemi water spray system.


Fonte: www.wikipedia.org